2. Analisi della natura.

Analizzare la natura sembra un concetto scontato, antiquato e romantico. Eppure, qualsiasi cosa puoi immaginare di rappresentare, dipende soprattutto da quanto e come sei abituata ad osservare ciò che ti circonda. Anche le opere dell'uomo ma, soprattutto la natura a cui fanno sempre riferimento. Essa ha le sue leggi sopra le quali l'uomo ha costruito ogni cosa. La matematica, l'architettura, la filosofia, la fisica, l'economia, tutto. L'amore che spinge l'uomo verso l'arte è la natura stessa.

Ricordo di avere letto un libro di Munari da piccolo. Si intitola: “Disegnare un albero”. È un testo insuperato e insuperabile della letteratura per ragazzi ma che va benissimo anche per gli adulti. Contiene dei concetti talmente scontati che non c'è niente di più facile da fare che ignorarli. Viceversa ignorare questi semplici concetti è in assoluto la cosa che nessun artista può permettersi di fare. La genialità lampante di Bruno Munari sta proprio nella semplicità con la quale ci offre concetti semplici che sono in grado di aprirci immediatamente gli occhi. Un albero ha un tronco grosso, poi dei rami più piccoli ai quali sono attaccati altri rami ancora più piccoli. I rami più si allontanano dal tronco e più si assottigliano, non capita mai il contrario. Quando si disegna un albero bisogna pensarci ma, in fondo questa semplice questione si dimostra valida per una miriade di altre cose perché la natura insegue leggi che continuano ad essere valide per qualsiasi cosa, come la forza di gravità. Riuscire a comprendere gli effetti che produce la luce, le trasparenze, la teoria delle ombre è fondamentale e tutto nasce dall'osservazione. Alcuni impressionisti conoscevano gli studi di Newton sulla luce ed il colore e grazie ad essi poterono osservare la natura con uno sguardo nuovo. Capire per esempio che tipo di illuminazione rende drammatico o sereno uno scorcio di paesaggio. Capire la prospettiva; mirabile invenzione di Brunelleschi. Come è fatta una montagna, un mare, le nuvole e i colori di un cielo. Osservare il mondo in modo razionale e in modo poetico, come nessuno ha mai fatto prima di noi, amplifica il ventaglio del nostro linguaggio espressivo.

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